Antonio ha avuto una bella idea e l’ha realizzata ancora meglio. Con l’aiuto di diversi soci:
Con questo documento si forniscono dati utili per valutare le politiche di sviluppo del settore ICT che il Governo ha recentemente intrapreso.
In particolare si analizza l’ammontare dei contributi pubblici erogati dalla Pubblica Amministrazione al Centro Microsoft di Trento e le strategie d’ottimizzazione fiscale adottate da Microsoft, col fine di trarne elementi per valutare le politiche ICT del nostro Governo.
L’idea è nata dalla risposta data nella conferenza stampa durante la quale il Ministro Mussi presentava l’accordo con Microsoft. Alla domanda di un giornalista:
In quella sede, Giovanni Ruggiero, giornalista del quotidiano l’Avvenire, ha chiesto al Ministro dell’Università e della Ricerca quanto costeranno ai cittadini italiani i tre centri di ricerca basati su tecnologie Microsoft previsti dal suddetto protocollo d’intesa. Il Ministro Onorevole Mussi rispondeva:
“ No eh… ora questo mi chiede troppo, eh… però ci metteremo dei soldi, l’impegno è che ci metteremo dei soldi, quanti non è definito nel protocollo, c’è solo un impegno… di un… finanziamento anche da parte del Governo.†(1)
Ne esce una bella analisi, su come il governo italiano usi i nostri soldi per rafforzare la posizione dominante di una società che fa software proprietario, società che usa poco la filiale italiana, e molto quella irlandese. È solo una coincidenza il fatto che in Irlanda si pagano molte meno tasse che in italia.
Lo studio è qui. Buona lettura
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novembre 15th, 2007 at 06:00
Ciao Dido, ho scoperto per caso il tuo blog. Complimenti davvero. Scrivo alle 6.03 perchè stò studiando fisica e mi sono concesso una pausa. Ciao!
maggio 24th, 2007 at 11:20
[...] Gli aiuti di Stato finanziano Bill Gates. Il verdetto arriva in seguito a uno studio condotto da tre ricercatori dell’Assoli, associazione italiana del software libero. Paolo Didonè, Daniele Ricci a Antonio Russo (già autore della migrazione verso l’open source della provincia di Bolzano) hanno consultato i dati pubblici della Microsoft Research, e hanno concluso che il Centro di sviluppo legato all’Università di Trento è un salasso a danno degli italiani. Il comunicato che l’Assoli ha diramato a Regioni ed Enti pubblici parla chiaro. I centri di ricerca sono finanziati dalle aziende tecnologiche solo in teoria. Perché in pratica, per ogni singolo euro investito dalla Microsoft nel progetto trentino, il contribuente italiano ne sfila dal portafoglio sette. In altre parole, mentre il colosso informatico di Redmond ha destinato al centro di ricerca 250mila euro, lo Stato ha dirottato su Microsoft Research 1 milione e 800mila euro. Non solo. L’azienda a stelle e strisce rimane proprietaria di una parte dei risultati prodotti dai ricercatori di Trento in virtù del brevetto Microsoft. Una licenza che con l’open source, utilizzato in tutte le università del mondo, non ha nulla a che vedere. «La Shared Source License – precisa il comunicato dell’Assoli – non garantisce le quattro libertà richieste per essere considerata una licenza di software libero. In particolare è vietato utilizzare il software per fini commerciali e non è possibile cercare di modificarlo o di decompilarlo». I soldi pubblici per la ricerca vengono cioè destinati a fini che non producono nessun vantaggio per la collettività , ma solo oneri che presto potrebbero quadruplicarsi. Non più tardi di due settimane fa, i ministri Luigi Nicolais e Fabio Mussi hanno siglato infatti con Microsoft Italia un accordo per la realizzazione di altri tre centri di ricerca in Piemonte, Toscana e Campania. Il colosso di Bill Gates investirà un milione di dollari, mentre il Governo si è limitato a dire che nel progetto «ci metterà altri soldi». Stando ai risultati della University of Trento, per la Microsoft Research si tratta di un vero affare. Per gli italiani un po’ meno. [...]
maggio 22nd, 2007 at 18:37
Ho letto ed esprimo veramente ammirazione per il rigore e la lucidità del magnifico documento di Russo, Micci, Pecchi e Didonè. La conferma dei temi da voi trattati c’è anche a livello di contenzioso UE/Microsoft perchè “Microsoft insiste a violare le leggi europee” e l’antitrust della Ue erogherà nuove pesanti sanzioni. In Italia, come in Europa Microsoft attua continue pratiche di concorrenza sleale, tanto che il commissario europeo alla concorrenza Neelie Kroes, attraverso il portavoce J. Todd, evidenzia ciò che voi denunciate, ma A LIVELLO CONTINENTALE: in cinquant’anni di attività dell’antitrust europea è la prima volta che si ha a che fare con un’azienda che rifiuta sistematicamente il rispetto delle regole e che non risponde alle richieste fatte. v. in http://www.vnunet.it/it/data-business/news/2007/03/01/microsoft-insiste-violare-leggi
Se ci può consolare così, il modo banditesco di comportarsi della Microsoft è sempre lo stesso, in Italia come in Europa. A presto!
Maurizio Fedele