Pagati un decimo rispetto a Cambridge
Siamo finiti un’altra volta su l’Adige, anche questa volta con l’ultimo studio dell’Associazione, prodotto come sempre da Antonio Russo e altri soci.
Riporto l’articolo pubblicato a pagina 27 del numero del 19 Giugno, dato che domani pomeriggio non sarà più consultabile online. Faccio solo un’annotazione, per il resto il rettore Bassi non smentisce alcuno dei fatti documentati che noi citiamo.
Abbiamo invitato l’associazione a venire a Povo per vedere direttamente le carte; prima hanno detto di sì, poi hanno rinunciato, dicendo che l’incontro non rispondeva alla loro linea di comunicazione».
Non ci ha invitati il rettore, ma il prof. Priami direttore del Centro. L’invito era per discutere delle nostre analisi e visitare le loro strutture. Abbiamo cortesemente rifiutato scrivendo:
[…]l’Associazione per il Software Libero non ha nessun problema né con il Centro da Lei presieduto né con l’azienda Microsoft, la quale fa giustamente i propri interessi. I nostri interlocutori sono i rappresentanti politici che svolgono funzioni di governo, i quali a nostro avviso, non stano tutelando gli interessi delle aziende che lavorano con software libero e dei singoli cittadini. Usare risorse pubbliche per finanziare la ricerca svolta in un Centro targato Microsoft, andrà, anche indirettamente, a vantaggio della suddetta azienda.
[…]
Tuttavia, abbiamo una grande volontà di dialogare e di confrontarci anche con le autorità locali, per questo motivo Le propongo di organizzare un incontro assieme al rettore dell’Università degli Studio di Trento, professor Davide Bassi, e all’Assessore alla programmazione, ricerca e innovazione della provincia Autonoma di Trento, dott. Gianluca Salvatori.
Abbiamo quindi proposto di organizzare un incontro per discutere il fatto politico che ci troviamo davanti, e quindi alla presenza dell’Assessore Salvatori, oltre al direttore Priami e al Rettore Bassi.
Assessore Salvatori che tra l’altro nel suo blog da l’impressione di non aver letto i nostri documenti, altrimenti non direbbe che “diamo spazio alle presunzioni più che ai fatti”
Nuove accuse dell’Associazione software libero. Il rettore Bassi smentisce: «Ci permette di essere competitivi»
«Pagati un decimo rispetto a Cambridge»
I ricercatori dipendenti del centro Microsoft di Povo
di MATTIA PELLI
L’Associazione per il software libero, che con un lungo articolo firmato da Antonio J. Russo apparso lo scorso 18 maggio aveva accusato il centro Microsoft di Povo di perseguire i fini commerciali del gigante statunitense a scapito dei contribuenti italiani, è tornata all’attacco. Con un nuovo articolo pubblicato sul sito internet dell’associazione (www. softwarelibero.it), Russo - ex dipendente della Provincia di Bolzano - precisa le accuse rivolte al centro Microsoft di Povo, grazie in particolare all’analisi del bilancio 2006.
Il primo dato che salta all’occhio riguarda il trattamento dei dipendenti del centro di Povo: il costo medio annuo per ogni dipendente del cugino Microsoft Research Limited in Gran Bretagna (attuale socio del centro Microsoft di Trento), è di 134.904 euro; in quello di Trento di 14.747 euro, ovvero poco più di un decimo. Se si guarda invece al salario degli amministratori, il rapporto si inverte: presso il centro di ricerca di Cambridge i loro compensi rappresentano il 2,36% del costo totale del personale; a Povo sono il 32,63%.
Difficile dunque sostenere che le risorse portate da Microsoft a Trento vanno per i salari dei ricercatori italiani, in modo da arginare il fenomeno della fuga dei cervelli. Secondo l’Associazione per il software libero, si tratterebbe piuttosto di un modo per ottenere una ricerca «low cost»: di qualità e a buon mercato.
Un’accusa che non sta in piedi secondo Davide Bassi, rettore dell’Università di Trento che partecipa all’avventura del Centro di ricerca Microsoft. Per smentire i dati dell’Associazione per il software libero, Bassi usa il buon senso: «Se veramente i salari fossero un decimo di quelli di Cambridge, da noi non verrebbe nessuno. L’inchiesta si basa su dati superficiali e parziali: il bilancio, per una struttura in crescita come la nostra non dice nulla.
Abbiamo invitato l’associazione a venire a Povo per vedere direttamente le carte; prima hanno detto di sì, poi hanno rinunciato, dicendo che l’incontro non rispondeva alla loro linea di comunicazione».
Per parte sua Antonio Russo spiega che le conclusioni alle quali l’Associazione per il software libero è giunta sono stati sottoposti per verifica a Vincenzo Zini, commercialista del collegio di Parma, un professionista indipendente.
Ma le critiche dell’associazione non sono finite: l’avventura di Povo rischierebbe, secondo Russo, a fronte di un impegno ingente di danaro pubblico, di andare a favore soltanto delle strategie commerciali del gigante del software Usa.
L’impegno finanziario previsto a Povo da parte di Microsoft Research Limited per il quinquennio 2005-2009 ammonta a due milioni di euro, a fronte dei quasi nove milioni di euro investiti dall’amministrazione pubblica (Provincia, Università, ministero dell’Università e della Ricerca, Università di Catanzaro).
«Viene dunque confermata - scrive il ricercatore - la tesi proposta dall’Associazione per il software libero: sono i contribuenti a sostenere la spesa più rilevante».
Il rettore Bassi rinvia al mittente anche questa accusa, e spiega che la presenza di Microsoft Research fa la differenza non tanto in proporzione ai capitali che investe a Trento, ma perché permette di aprire tante porte e di essere competitivi a livello europeo nelle gare per ottenere finanziamenti sulla ricerca.
Ma i ricercatori che difendono la causa del software libero sono tanto convinti delle loro ragioni che stanno valutando, con i legali dell’associazione, se presentare un esposto al garante europeo per la concorrenza, per denunciare quello che considerano un finanziamento pubblico indebito a una multinazionale, quella di Bill Gates.
«La pubblica amministrazione - conclude Russo - potrebbe sostenere da sola le attività di ricerca del centro di Trento, rilasciando i risultati della ricerca, sotto i termini di una licenza libera, senza brevetti e senza alcuna restrizione, ad autentico e pieno vantaggio della comunità scientifica».
E questo è un altro punto dolente denunciato dall’associazione: «I risultati delle ricerche prodotti dal centro in questione - si legge nell’articolo - non saranno liberamente disponibili, infatti esiste già il divieto all’uso per fini commerciali e nulla vieta che in futuro i risultati della ricerca vengano brevettati».
«Ci mancherebbe che non difendessimo i risultati della nostra ricerca - risponde Bassi - per poi magari ritrovarceli brevettati da una ditta cinese.
I risultati del centro di Povo sono pubblici, ma ne vietiamo l’uso commerciale, ed è possibile che in futuro ci siano dei brevetti, anche se non è quello che ci interessa di più. A noi preme la ricerca, non stiamo preparando Windows 2012».













June 20th, 2007 at 12:27 pm
Complimenti! L’articolo e’ anche qui
http://www4.autistici.org/laleggera/Pagati-un-decimo-rispetto-a.html
June 20th, 2007 at 1:27 pm
Grazie John!
June 20th, 2007 at 1:50 pm
[…] YouTube Link to Article Pagati un decimo rispetto a Cambridge » Posted at il blog del Dido on Tuesday, June 19, 2007 Siamo finiti un’altra volta su l’Adige, anche questa volta con l’ultimo studio dell’Associazione, prodotto come sempre da Antonio Russo e altri soci. Riporto l’articolo pubblicato a pagina 27 del numero del 19 Giugno, dato che domani pomeriggio non sarà più consultabile online View Entire Article » […]
June 21st, 2007 at 1:21 pm
[…] Pagati un decimo rispetto a Cambridge Il dibattito in Alto Adige merita di essere esteso anche nel resto d’Italia. (tags: business politica microsoft assoli software+libero) […]
February 29th, 2008 at 9:56 am
Ora mi leggo anche l’articolo…interessante…