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Andremo a scuola in banca

Oggi mente seguivo distratto il tiggì mi è capitato di sentire un pezzo di intervista a Viggo Mortensen che – già uno dei miei attori preferiti – con questa uscita scala rapidamente la mia personale classifica e si piazza ben saldo in vetta.

Alla strana domanda della giornalista sulla situazione italiana, lui risponde (cito malamente):

Dovreste prendere i soldi in banca e darli alla Scuola, che senso ha che li togliate alla Scuola per darli alle Banche?

È da un pezzo che è ora di fare qualcosa, ma con questo la misura è ormai colma. Lunga vita ai ragazzi di UNIRIOT e a tutti coloro che si mettono di traverso per fermare questo scempio. Speriamo veramente che l’onda anomala non si fermi!

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4 Responses to “Andremo a scuola in banca”

  1. Condivido l'ammirazione per il saggio Mortensen. I ragazzi hanno anche tutto il mio sostegno.

  2. Quando si dicono le coincidenze.. venerdi era l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Halloween (settimana fascista qui, ma le ore sono nettamente superiori alle elementari italiane – 36 ore settimanali). Il maestro ci consegna i compiti per le vacanze (notare che tutto il materiale [penne, matite, gomme, lapis, quaderni, raccoglitori ad anelli, quadernoni, libri e sussidiari] e’ fornito dalla scuola stessa) assieme ad un buono: per ogni famiglia e’ possibile acquistare un massimo di tre libri offerti dal Cantone e un massimo di tre libri offerti dqalla scuola.
    Questi libri, adatti alla classe frequentata dal bambino, sono interattivi, alcuni contengono un cd (da distribuire e copiare a chi non lo avesse), altri contengono le penne rivelatrici (quando le passi sopra illuminano le riposte corrette).. ho fatto due conti:
    il valore medio dei libri si aggira sui 40chf, moltiplicato per 6 libri abbiamo 240chf, moltiplicato per i 121 alunni della sola scuola elementare del paese fanno una cifra esorbitante (29′000chf circa).

    A questo aggiungerei che l’associazione che ho fondato per la libera scuola, in collaborazione con il dicastero all’istruzione, con il cantone e con l’ente scolastico federale, omaggera’ ogni bambino in eta’ scolare elementare un volume di introduzione all’informatica, 3 cd con programmi open source (compreso un SO Kubuntu Linux), e paghera’ di tasca propria la collaborazione di un docente di informatica e due assistenti per un laboratorio di informatica aperto anche nelle ore extrascolastiche.
    Costo totale per un anno: 75′000chf circa.

    E in Italia c’e’ gente che fa la fame per comprare i libri di scuola ai figli.
    La scuola e l’istruzione sono diritti fondamentali, non si dovrebbero pagare.

  3. Sottoscrivo, Paolo, il problema è solo che ’sta onda anomala se ne dovrebbe portare via tanti da una parte e dall’altra.
    Non dimentichiamoci che i disastri per la scuola e l’università sono iniziati con la riforma Berlinguer del governo di centrosinistra.
    Comunque vada si profilano tempi tristi….

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