Andremo a scuola in banca
Oggi mente seguivo distratto il tiggì mi è capitato di sentire un pezzo di intervista a Viggo Mortensen che - già uno dei miei attori preferiti - con questa uscita scala rapidamente la mia personale classifica e si piazza ben saldo in vetta.
Alla strana domanda della giornalista sulla situazione italiana, lui risponde (cito malamente):
“Dovreste prendere i soldi in banca e darli alla Scuola, che senso ha che li togliate alla Scuola per darli alle Banche?“
È da un pezzo che è ora di fare qualcosa, ma con questo la misura è ormai colma. Lunga vita ai ragazzi di UNIRIOT e a tutti coloro che si mettono di traverso per fermare questo scempio. Speriamo veramente che l’onda anomala non si fermi!













October 26th, 2008 at 2:32 pm
Sottoscrivo, Paolo, il problema è solo che ’sta onda anomala se ne dovrebbe portare via tanti da una parte e dall’altra.
Non dimentichiamoci che i disastri per la scuola e l’università sono iniziati con la riforma Berlinguer del governo di centrosinistra.
Comunque vada si profilano tempi tristi….
October 26th, 2008 at 7:32 pm
Quando si dicono le coincidenze.. venerdi era l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Halloween (settimana fascista qui, ma le ore sono nettamente superiori alle elementari italiane - 36 ore settimanali). Il maestro ci consegna i compiti per le vacanze (notare che tutto il materiale [penne, matite, gomme, lapis, quaderni, raccoglitori ad anelli, quadernoni, libri e sussidiari] e’ fornito dalla scuola stessa) assieme ad un buono: per ogni famiglia e’ possibile acquistare un massimo di tre libri offerti dal Cantone e un massimo di tre libri offerti dqalla scuola.
Questi libri, adatti alla classe frequentata dal bambino, sono interattivi, alcuni contengono un cd (da distribuire e copiare a chi non lo avesse), altri contengono le penne rivelatrici (quando le passi sopra illuminano le riposte corrette).. ho fatto due conti:
il valore medio dei libri si aggira sui 40chf, moltiplicato per 6 libri abbiamo 240chf, moltiplicato per i 121 alunni della sola scuola elementare del paese fanno una cifra esorbitante (29′000chf circa).
A questo aggiungerei che l’associazione che ho fondato per la libera scuola, in collaborazione con il dicastero all’istruzione, con il cantone e con l’ente scolastico federale, omaggera’ ogni bambino in eta’ scolare elementare un volume di introduzione all’informatica, 3 cd con programmi open source (compreso un SO Kubuntu Linux), e paghera’ di tasca propria la collaborazione di un docente di informatica e due assistenti per un laboratorio di informatica aperto anche nelle ore extrascolastiche.
Costo totale per un anno: 75′000chf circa.
E in Italia c’e’ gente che fa la fame per comprare i libri di scuola ai figli.
La scuola e l’istruzione sono diritti fondamentali, non si dovrebbero pagare.