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Al di là del muro

Sono stato diverse volte a Berlino, l’ultima l’anno scorso per capodanno.

È una città che adoro e amo particolarmente girarla a piedi, cosa che potrebbe suonare strano vista la sua notevole estensione. Non vado matto per visitare i musei, il palazzo del Reichstag, le chiese, i centri commerciali che sono quasi monumenti, ma preferisco guardare la città dalla strada, vedere quanto era diversa prima del muro (nelle foto dell’epoca che trovi nelle guide turistiche) e quanto sia cambiata ora.

Bode Museum

Ci sono comunque alcune cose che regolarmente mi piace tornare a visitare : il Pergamonmuseum nella bellissima isola dei musei, dove passerei intere giornate seduto a guardare, la coda per entrare al Reichstag che ho visto una volta nel 2001 e quando provo a tornarci regolarmente mi faccio qualche mezzora in coda e poi desisto e vado a mangiarmi un weißwurst o comprare qualche souvenir, il museo del Checkpoint Charlie che poi è comodo perché chiude alle 22.00 e lo puoi visitare anche dopo cena senza la calca di turisti che troveresti di giorno.

E però c’è qualcosa che ogni volta mi disturba.

Ogni volta che torno e passeggio per la città, mi sembra che fuori dai musei e dai libri di storia, le tracce architettoniche dell’ex DDR siano sempre meno presenti, meno evidenti, ce ne siano sempre meno. Dopo l’abbattimento del Palast der Republik portato a termine l’anno scorso mi sembra che non sia rimasto granché della vecchia e superata Germania dell Est. Non si tratta di nostalgia, figuriamoci, se mai vi è capitato di passare a visitare il museo a pochi metri dal Checkpoint Charlie, sapete bene che nessuno sano di mente può provare nostalgia per quella brutta pagina di storia. Non è nostalgia dicevo, è solo che per un Italiano, abituato che i lavori pubblici si fermano per decenni pur di conservare una stupida vecchia pietra che è stata trovata durante gli scavi, vedere come per gli efficientissimi tedeschi siano bastati vent’anni per far pulito, beh… insomma… io ogni volta faccio un po’ fatica ad abituarmi all’idea.

Per celebrare il ventennale della caduta mi frullava l’idea di trovare su Youtube un bel filmato di Rostropovich che quando si iniziò a demolire il muro accorse a Berlino, si sedette su una seggiola con il suo violoncello ed eseguì le suites di Bach per celebrare l’evento storico. Purtroppo non si trova solo un brevissimo servizio rubato a qualche tv tedesca. Se volete godervelo tutto, andate a fare una visita al Checkpoint Charlie.

Dimenticavo: guarda gli effetti speciali di questo articolo del NYT:  “The Berlin Wall: 20 Years Later -- The Berlin Wall Through Time -- Interactive Feature

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