Ci sono poche regole per viaggiare bene, poche ma sane.
Primo, viaggiare leggeri. Ci sono quasi riuscito, la borsa con la roba da barca l’ho lasciata su Alizé, mi trascino dietro un borsone a tracolla con i vestiti che sarebbe perfetto se non ci avessi aggiunto circa quattro kili tra reflex, iPad, portatile e cavetteria varia. Quel cavolo di portatile è talmente piccino e bellino che finisco sempre per portarmelo dietro, ma sono circa due kili che potevo risparmiarmi.
Evito quasi sempre di comprare souvenir, che pesano, fanno volume, costano soldi e sono delicati, poi va a finire che aspettando il treno mi siedo sulla borsa e porto a casa solo i cocci. Ma in libreria non ho saputo resistere ad una tshirt di Diocleziano con scritto “I’m The emperor of The world”. Bellissima.
Altra regola: mai di Domenica. Troverai chiuso l’ufficio per il turismo, chiusi i negozi non per turisti e una buona parte di quelli spennaturisti, non riuscirai a comprati una fondamentale guida Lonely Planet, sarà pieno di gente ovunque, gli hotel e gli ostelli saranno sold-out. E infatti è così anche stavolta, mannaggià a me. In realtà avevo previsto di rimanere in barca anche domenica e partire lunedì, ma è andata così, amen. Corollario: se puoi evita Agosto.
Faccio un breve sondaggio tra tassisti ed edicolanti ed individuo un pugno di alberghetti che potrebbero fare al caso mio, alla fine scelgo il Kastel 1700, molto molto carino, in centro ma un po’ imbucato, la receptionist poi è bellissima, Ma non vuole venire a cena con me, il marito l’aspetta a casa, peccato. Hanno solo una suite e solo per una notte, alla fine riesco a farmi fare un sostanzioso sconto e pago meno di una comune stanza in un hotel a tre stelle in Italia. Sul mio fidato libriccino cancello la voce “Dormire” con unanlinea decisa. La suite poi è davvero bella, se tornerò a spalato voglio tornarci, vediam se riuscirò a pubblicare qualche foto.
Altra regola d’oro: mai mangiare pasta all’estero. Mi infilo in camera, faccio una gran doccia e un riposino, scrivo qualche pagina e ben presto ai vano le dieci. Devo mangiare! Infilo il libriccino in tasca, la reflex a tracolla e scendo in strada. I bar ti danno solo da bere e qualche patatina, i ristorantini incastrati tra le stradine dentro le mura sono pienissimi, i baracchini fastfood meglio di no, e allora torno in piazza sotto casa e mi siedo al mega ristorante tourist-trap che sembra di esser in piazza San Marco a Venezia, sia quel che sia, io ho fame. Mentre aspetto il cameriere apro il libriccino e mi metto a scrivere, tanto che quando poi arriva mi trova impreparato. Guardo attorno a me e vedo due persone a due diversi tavoli che mangiano le tagliatelle verdi ai frutti di mare,mèche continuo a trovare in bella vista in ogni mnu che apro, avete vinto voi, cedo alla curiosità e le ordino. E invece sono buonissime! Pasta cotta alla perfezione leggermente al dente, frutti di mare freschissimi e di prima scelta. Poi ordino un filetto di tonno appena scottato con pomodorini secchi su un letto di misticanza. Da leccarsi i baffi, hanno pure un olio d’oliva molto buono. Evito il vino, prendo il caffé, la cosa mi costa al cambio circa 35 euro, ma li vale tutti.
Poi mi metto in marcia a caccia di cose da fotografare e di qualche locale dove passare la serata. Giro in lungo e in largo il quadrato racchiuso dalle mura romane perfettamente conservate, rimango rapito dal palazzo di Diocleziano che mi so staglia davanti quando esco dalle gallerie sotterrane del Podrum, roba da rimanere senza fiato. Fotografo questo e quello ma cerco di evitare le persone, dato che non mi sembrano ben disposte, peccato.
Poi comincio ad andare per locali per vedere di socializzare un po’, evitando accuratamente rumorosi italiani e mercenarie del sesso. Ma ho poca fortuna, sarà che è domenica, sarà che sono italiano e loro croati e di solito Nocci accolgono a braccia aperte, sarà che la reflex mi inquadra troppo come turista, boh.
Verso le tre ritengo compiuta la mia missione, e poi mi sono passato tutti i locali del centro, me ne torno a letto.
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