Parafrasando molto liberamente H.P. Lovecraft nel suo Necronomicon, bisogna stare attenti a parlare di certe cose, perché potrebbero rigirarsi contro di te.
All’inizio fu il computer
Cominciamo da Venerdì mattina: mi sveglio, accendo il portatile, comincio a lavorare e quando tento di cancellare una directory mi accorgo che il filesystem ha qualche problema.
Verifico che si sono diversi problemucci da risolvere ma per farlo devo scaricare una distribuzione live per il mio iBook, in modo da operare sul filesystem senza montarlo (sì, perché essendo il disco piccolino, ho fatto una unica partizione). Il problema è che il tool per riparare un filesystem XFS, pur funzionando molto bene, ha bisogno di una quantità vergognosa di memoria. Il mio portatile ha 768MB di RAM, ma non bastavano per riparare un filesystem di 24GB. Ho dovuto attivare un po’ di swap per portare a termine l’operazione, e volevo farlo su una penna USB per evitare il più possibile di usare l’harddisk, però swapon non accetta come argomento il nome del device (/dev/hda4) ma vuole che gli passi la label o l’UIDl. Però udev non voleva saperne di creare i relativi device… insomma alla fine fanculo e ho usato la partizione che stava sul disco rigido del portatile. Tutto apposto, tutto riparato, ma sono stati necessari oltre 700MB di ram e quasi 600MB di swap. Mica male.
E poi la Giusi
Dopo aver perso la mattinata a sistemare il portatile e poi mezzo pomeriggio a causa della visita oculistiica che mi ha accecato (maledette gocce per dilatare!) fino a sera, dopo una cena di compleanno difficile, passo da David al Greenwich Pub per mettermi d’accordo, dato che la mattina dopo devo passarlo a prendere molto preso per andare a Chioggia per la penultima regata del Trofeo Mosella. Sulla strada del ritorno, pioveva, era tardi, un signore di una terza età piazza una bella retromarcia per attraversare la strada e mi prende in pieno, rifacendomi il trucco alla fiancata sinistra della macchina. Noi tutto bene, nessun ferito, ma la cosa mi ha fatto inventare un discreto numero di nuove imprecazioni. Ah, la Giusi è la mia macchina.
E poi ci si mette pure il meteo
La mattina di sabato la sveglia alle 6.30 dopo essermi coricato alle 3.30 è stata una di quelle torture vietate dai trattati internazionali. La sera prima dopo la constatazione amicevole ho chiamato Carlo alle 2.00 per avvisarlo che doveva fregare la macchina alla morosa, dato che la mia era inservibile. Partiamo, passiamo a prendere David, poi Federico, di corsa a Chioggia, arriva al Mosella, sali in barca (Giuditta), preparle vele, il circuito per lo spinnaker, controlla scotte, drizze, tutta l’attrezzatura, panini e birre in cambusa, esci in mare pronto a tutto… e niente. Il vento non arriva. Aspetta e non arriva, aspetta ancora… ma non arriva. Fino alle 14.30. E allora fanculo, rientra, ormeggia, riassetta, torna a casa.
Comunque basta
Oggi invece tutto bene, ultima regata con vento onesto, mare piatto, divertente e senza problemi. Anche se l’equipaggio era incompleto. Peccato che alla fine il timoniere abbia sbagliato una boa, con conseguente squalifica. Ma vabene, in fondo c’è (stato) di peggio. No?