Stasera (ieri sera ormai?) lezione di musica d’insieme con Christopher alla batteria
Poi pizza da Pizzaman - la più buona pizzeria (napoletana) di Firenze - dove fanno una “Pizza Pasquale” fenomenale della quale ho una immagine di repertorio:
Pizza Pasquale: pochissimo pomodoro san marzano, pepe nero, pomodorini cigliegini, olio extra vergine toscano (l’olio bono), origano selvatico.
Stamattina colazione con panino di soppressata toscana
Da Terra di Toscana:
È un insaccato di frammenti grossolani di carne suina confezionato con tela. Ha forma cilindrica allungata, colore grigio scuro e profumo intenso. Le pezzature si aggirano sui 5-10 kg.
Dopo la macellazione la testa, la cotenna e la lingua del maiale vengono bollite in acqua per un tempo variabile fra le due e le cinque ore, a seconda della zona di produzione. Dopo aver tolto le ossa della testa, si aggiungono alla carne spezie di vario tipo (fra cui cannella e noce moscata), sale, pepe, aglio e scorze di limone e di arancia. Per l’insaccatura si impiegano tele di seta o sintetiche. Il prodotto viene posto quindi a raffreddare in celle frigorifere oppure in appositi locali per circa 20 giorni al fine di ottenere la completa coagulazione del collagene contenuto. Si produce da attobre a marzo e deve essere consumato fresco, al massimo entro le due settimane.

La tipicità della soppressata è dovuta alla tecnica di lavorazione, che segue una tradizione antica e immutata nel tempo, e anche alla particolarità delle materie prime e degli ingredienti utilizzati: la testa del maiale, le spezie e le scorze di limone e di arancia. Si consuma con pane toscano senza sale e vini rossi robusti.
Basta, i festeggiamenti sono finiti! Abbiamo portato in alto la bandiera anche ieri sera, e con quest’ultima tappa il tour finisce. Anche perché sono esausto:
Mio cugino direbbe nella nostra lingua natìa che so batùo come un caco.
Inizia quindi almeno una settimana di Ramadan, per purificare il corpo, (ma non lo spirito: basta alcool!).
Peccato che probabilmente la settimana prossima la passerò a Firenze per lavoro, dove ahimé si mangia bene, come per esempio da Nerbone al mercato centrale di San Lorenzo, dove si mangia un panino con il lampredotto che non si può non andare ad assaggiare
o anche da Burde, culla della cucina tradizionale fiorentina, dove non si può non assaggiare la bistecca almeno una volta nella vita
Oppure da Mario sempre in centro, vicino al mercato, un’altro di quei posti dove la cucina toscana e i fiorentini! si esprimono al meglio









Ora mi sa che faccio colazione, così mi passa la fame.