Qualcosa su di me...

Sono nato e ho sempre vissuto nell'operoso nordest, ma ho viaggiato molto, sia in Italia che all'estero, per lavoro e per svago. Mi occupo di software libero e di mare per passione e per lavoro. Man mano che invecchio la passione si sposta sempre più verso il mare. E il lavoro pure. Ho molte altre passioni e interessi, ma li tengo per me, mi piace avere una vita privata.

Questo sito...

Un po' home page alla vecchia maniera, un po' blog, un po' raccolta di foto, un po' un posto dove mettere cose per gli amici che sai che ti legono. Non sono costante nell'aggiungere contenuti a questa cosa, ma scrivo solo quando mi sembra ne valga la pena. (Bugia: scrivo anche quando non ne vale la pena per niente).

Archive: cinema

25 anni senza John Belushi

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John Adam Belushi (Chicago 24 gennaio 1949 - Los Angeles 5 marzo 1982)

[post *brutalmente* copiato da Andy Capp]

Il compleanno di John

Mi comunicano dalla regia che oggi sarebbe il compleanno di John Adam Belushi

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Ne approfitto per consigliare a chi capita su queste pagine il meraviglioso libro che mio fratello e la mia cognatina mi hanno regalato per il compleanno:

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Belushi, di Judith Belushi Pisano, Tanner Colby, copertina cartonata (e io adoro le copertine rigide), 287 pagine patinate piene zeppe di fotografie bellissime, edito da Rizzoli (2006). ISBN: 8817014427

Puoi comprarlo online un po’ ovunque, ma io un giretto in libreria se fossi in te lo farei: si trova sempre qualcosa di buono…

La stella che non c’è

Ieri sera Gianni Amelio ha lasciato Venezia per fare un toccata-e-fuga a Padova per presentarci il suo film. Dice che gli ha portato fortuna l’ultima volta, spera che anche per questa sua ultima fatica la nostra città gli porti bene.

Ma non ne ha bisogno. Il film regge le sue sorti su un Castellitto monumentale e su una fresca e perfetta Tai Ling. Che però non sono i protagonisti. La protagonista vera è una Cina che purtroppo è come te l’aspetti: immensa, povera, sfruttata, poco amata.

Vedi la città, la campagna, il fiume, il paese. E il sole una volta l’anno. Il palazzo di mille piani dove abitano 8.000 persone e al pianerottolo puoi trovarti la signora che ti vende le teste di maiale bollite.

Il mio vicino di posto che in Cina ci va per lavoro se ne esce dalla sala dicendo che in effetti è quella la Cina che lui trova ogni volta, ma che il film non può farti sentire gli odori e la puzza. Che quelle che abbiamo viste sono fabbrichette. Che lui ne ha viste di fabbriche che inghiottiscono 40.000 operai e che diventano il loro mondo: non si entra e non si esce, non c’è più niente fuori. Non c’è nemmeno più un “fuori”.

La minuta Tai Ling dal vivo è ancora più bella.

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