Io lo conobbi a Padova qualche anno fa, grazie agli amici di Radio Sherwood. In un incontro pubblico si parlava di libertà, di wireless per tutti, e di cose così.
Qualche mese dopo ero a Torino, al Politecnico e lo trovai in mensa, parlai al prof. Meo dei progetti del giovane professore e dopo pranzo andammo nell’ufficio di Trinchero, da lì salimmo sul tetto per vedere le parabole e i monti. C’era anche l’Avvocato Ciurcina con il quale parlammo di software libero, problemi di concessioni, registrazioni, e boh, altre cose complicate. Assistemmo anche ad un delicato lavoro di precisione per calibrare gli apparati di trasmissione che collegavano Torino con il Monte Rosa, e da quello al Monte Cimone: due pugni ben assestati e un controllo ad occhio. “Sì, ora è apposto”.
Ne parla Wired .it in un bell’articolo di Federico Ferrazza che potete leggere online e mi permetto di ricopiare qui di seguito


