Qualcosa su di me...

Sono nato e ho sempre vissuto nell'operoso nordest, ma ho viaggiato molto, sia in Italia che all'estero, per lavoro e per svago. Mi occupo di software libero e di mare per passione e per lavoro. Man mano che invecchio la passione si sposta sempre più verso il mare. E il lavoro pure. Ho molte altre passioni e interessi, ma li tengo per me, mi piace avere una vita privata.

Questo sito...

Un po' home page alla vecchia maniera, un po' blog, un po' raccolta di foto, un po' un posto dove mettere cose per gli amici che sai che ti leggono. Non sono costante nell'aggiungere contenuti a questa cosa, ma scrivo solo quando mi sembra ne valga la pena. (Bugia: scrivo anche quando non ne vale la pena per niente).

Archive: letture

Permesso d’Autore a Padova

Domani sera tutti al Copyriot Cafè: ci sono Antonella e Lele che presentano Permesso d’Autore.

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Attenzione

Ma se pensi ancora più in profondità, ciò che esattamente è scarso, ancora più che il tempo è l’attenzione, vale a dire il tempo investito in uno scopo da parte di una persona.

[fonte: Vision]

Mai più

Andavo ancora alle superiori. Un mio amico aveva iniziato l’università e aveva appena fatto un esame di elettronica. Io ero molto incuriosito dal suo libro di testo e me lo feci prestare. Ci misi un bel quarto d’ora a convincerlo, ma alla fine avevo quel bel librone tra le mani e cominciai a curiosare tra le pagine.

Poi salii in autobus per tornare a casa, il viaggio a quell’ora durava una buona mezzora e allora mi sedetti comodo, continuai a curiosare tra le pagine del libro e.. “ma non è la mia strada questa! Oh cavolo! ho sbagliato autobus!”

Scesi al volo (quasi letteralmente) e cominciai a pensare cosa fare per tornare a casa prima di sera quando mi accorsi che … “il libro! dove ho messo il libro! noooo!!! l’ho lasciato sull’autobus!”. Non glielo potevo ricomprare nuovo (squattrinato com’ero..) e poi il mio amico mi aveva prestato quel libro, non un libro. La cosa si faceva complicata soprattutto perché quell’autobus non si limitava a gironzolare per la città, ma era una linea extraurbana. Da Padova arrivava a Bassano, e io ero a piedi. “Devo recuperarlo ad ogni costo, devo inventarmi qualcosa, devo rintracciare quell’autobus”… e come fosse la cosa più naturale del mondo mi piazzai in mezzo alla strada, gambe e braccia aperte, e fermai un camion.

L’autista era un ragazzo giovane e non si risparmiò una valanga di insulti. Poi però forse scorse la scintilla della pazzia nei miei occhi e mi fece salire. Gli spiegai la questione e gli dissi che o mi accompagnava lui o sarei andato a piedi. Lui con la radio sentì qualche collega, si informò sul tragitto dell’autobus e si lanciò all’inseguimento. Accorciammo la strada sfruttando qualche scorciatoia e qualche decina di infrazioni al codice della strada, ma trovammo l’autobus, lo superammo e alla prima fermata lo bloccammo. Io salii, trovai il libro e tutto contento chiamai a casa per farmi venire a prendere dal babbo. Il babbo non capì bene cosa ci facessi lì, ma quando mi vide con il libro stretto al petto e lo sguardo di uno che ha appena salvato il mondo dall’estinzione fece finta di capire e mi riportò a casa senza tante storie.
Il giorno dopo riconsegnai il libro al mio amico, tralasciando di raccontargli la storia del pomeriggio precedente.

Ecco. Il prestito di un libro è un atto sacro. Va restituito. Sempre e subito.

Quel che mi fa incazzare come una iena è che mi sono appena avvicinato alla libreria per prendere un libro che mi serviva e non c’era! l’ho prestato a qualcuno ma non ricordo a chi. E’ un libro su Smalltalk. Un inutile libro su Smalltalk, ma mi era venuta una curiosità e volevo cercare un’informazione contenuta in quello stramaledetto inutile libro su Smalltalk.
Ma tu sai di avere il mio libro su Smalltalk. Tu ce l’hai e non me lo restituisci. Sapevi che prima o poi mi sarei dimenticato di avertelo prestato e te lo sei tenuto. Sei un bastardo! ti odio!

E per colpa tua non presterò più a nessuno un libro. Mai più.

Possiedo, quindi sono

Alfonso Fuggetta scrivendo del libro che sta leggendo (D. Pink. A whole new mind. Riverhead Books, 2005) riporta un paio di stralci impressionanti. In particolare:

“The United States spends more on trash bags than ninety other countries spend on everything. In other words, the receptacles of our waste cost more than all the goods consumed by nearly half of the world’s nations.”

Condivisibile la conclusione:

“Meritiamo l’estinzione.”

Pickwick, del leggere e dello scrivere

Alcuni anni fa la RAI ci proponeva una trasmissione un po’ strana: la scenografia ricordava il vagone di un treno, un maxischermo ricordava il finestrino, lo spettatore-lettore attraverso questo finestrino-libro vedeva il mondo passare, leggeva il mondo con gli occhi di chi ce lo raccontava, e sognava, immaginava…

Queso diceva un giovane scrittore che a tarda sera conduceva “il Circolo Pickwick” assieme ad una bravissima Giovanna Zucconi (ok, i bellissimi occhi di Giovanna Zucconi erano un’altro motivo per il quale si doveva rimanere alzati ad aspettare la trasmissione).

Il giovane scrittore era Alessandro Baricco. Ricordo che raccontò uno dei passi più noiosi e immobili di Madame Bovary (quando entra nella sala del ballo e Flaubert per pagine e pagine ti descrive tutto, anche del colore dei tovaglioli che addobbavano la tavola) mostrandoci con la voce, la mimica, gli occhi e le parole che quelle interminabili righe non erano uno sfoggio di noiosa bravura dell’autore, ma era lei, la piccola Bovary, raggelata da tanto sfarzo, immobilizzata dallo stupore che tratteneva quasi il respiro sperando che quegli attimi non passassero mai…

Dopo Baricco sono riuscito a finire quel romanzo, prima - e ci avevo provato già diverse volte - non ce l’avevo mai fatta.

Non sono mai diventato un fan del Baricco scrittore, ma sono un fan di Baricco narratore.

Mantellini a proposito del bell’articolo di oggi su Repubblica (Cari critici ho diritto a una vera stroncatura“) dice: “se non altro dimostra ancora una volta quanto Baricco sia magari un discutibile scrittore di letteratura ma invece un ottimo corsivista.

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