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Archive for the ‘softwarelibero’ Category

L’altro giorno ho preso in mano un telefono cellulare “vecchio stile” (un modello molto recente invero) e ho fatto una tremenda fatica a trovare la rubrica, salvare un numero in rubrica, modificarlo… poi ho preso in mano il mio iPhone e ho trovato tutto così naturale! E così è stata la prima volta che l’ho preso in mano,  non ho dovuto abituarmi al nuovo e disabituarmi al vecchio. Si è trattato veramente di qualcosa di nuovo ed estremamente ben concepito, l’iPhone ha fatto un notevole passo avanti in questo senso, non è un caso che Apple ne abbia venduti una quantità impressionante. Certo, per quelli che “a me serve solo un telefono che chiami e al limite scriva i messaggi” non serve, perché è molto di più. iPhone non è stato il primo ad esserlo, ma dopo anni di tentativi imbarazzanti e infruttuosi da parte degli altri, Apple ha mostrato la strada. Pur con i suoi tremendi limiti, ma ne parleremo poi.

Poi arriva iPod, nel frattempo tutti hanno provato a inventarsi qualche nuovo tipo di computer: netbook (asus eeepc e tutti gli altri), portatili più piccini (come il mio sony vaio p), portatili più potenti con la batteria che dura una vita con dentro tutto dal 3G al GPS, Amazon ha virato decisa verso gli ebook reader con il kindle, altri hanno cercato di esplorare altre strade coraggiose come i MID, gli  Internet tablet come Nokia con i suoi N770, N800, N900.  I primi hanno continuato a usare sistemi operativi tradizionali, gli ultimi hanno esplorato la strada di sistemi operataivi specializzati basati su Windows o Linux: Maemo, Ubuntu Netbook Remix, quella cosa immonda che montavano i primi eeepc, Android, e via di questo passo. Ma il problema è che tutti questi cosi rimangono più o meno dei computer come noi gia li conosciamo, rimangono più o meno la stessa cosa cui siamo abituati da ormai vent’anni. Certi più, certi meno (ok, ad esempio maemo ed Android meno).

iPad no. Con il nuovo gingillo Apple ha pensato bene di prendere tutte queste esperienze, metterle insieme e regalarci (beh, visti i prezzi non è proprio un regalo) una nuovissima “user experience”. E questo l’ha ottenuto mettendo insieme tanta tecnologia in una forma straordinariamente comoda: tutto schermo, come l’iPhone. L’ha ottenuto collegando il gingillo a tutto quel che ci serve: wireless, 3G, GPS. Ha creato da zero prima sull’iPhone e ora perfezionato sulla tavolozza una interfaccia nuova, incredibilmente naturale.

Ma non è un computer, non in senso classico almeno. Non ci installerai quello che vuoi, non ci aggiungerai hardware di terze parte, non ci svilupperai software liberamenteFarai quello che ti permette di fare Apple. Che poi loro sono molto bravi a darti non tutto ma tanto, a venderti cose bellissime, a regalartene anche tante.  Sono bravissimi a capire le tue esigente e a soddisfarle. Sono bravissimi a suggerirti le tue esigenze: sono già soddisfatte. E questo – parliamoci chiaro – potrebbe pure andare bene, soddisfare molti clienti, vendere una cifra imbarazzante di nuovi cosi, e far fatturare tantissimo ad Apple. È così che funziona. In fin dei conti l’iPad è un gateway: una porta di ingresso ai servizi di Apple e di chi vorrà Apple.

Ma l’innovazione spesso funziona in questo modo: qualcuno innova, a volte rivoluziona, gli altri rimangono indietro. A meno che qualcuno sia così intelligente da riconoscere con umiltà la superiorità di Apple e capire in quale nuova direzione muoversi, magari riuscendo a innovare e allo stesso tempo non imponendo quel cordone ombelicale che impone Apple, che riempie di gioia le sue tasche, ci dà dei bellissimi gingilli con i quali giocare, lavorare e vivere meglio, ma strangola la nostra libertà.

Questa è una conquista enorme per chi ogni giorno spende le proprie energie per diffondere il software libero e sostenere le libertà fondamentali nel vasto mondo digitale. Complimenti a tutti!

In Europa destra e sinistra per il software libero!

Un intergruppo  su “Nuovi Media, Software Libero e Società dell’Informazione Aperta” è stato costituito al Parlamento Europeo con il supporto d’un ampio spettro di gruppi politici (PPE, ALDE/ADLE e Verdi/ALE). I promotori del software libero April (FR) ed Associazione per il Software Libero (IT) accolgono con favore questa decisione che porta il Parlamento europeo ad aprirsi alla rivoluzione digitale.

Gli intergruppi sono spazi nei quali i Parlamentari Europei possono elaborare temi e dibattere senza limiti di appartenenza politica o di commissione di competenza. Per i promotori del software libero la creazione di questo intergruppo permette che questioni relative alla società dell’informazione, naturalmente trasversali, possano essere dibattute più ampiamente nel Parlamento Europeo.

“L’attenzione e l’impegno di molti Parlamentari Europei, primi fra tutti gli aderenti alla campagna “Free Software Pact”, ha reso possibile questo importante passo verso la costruzione di politiche che promuovono software libero, neutralità di Internet e libera circolazione della conoscenza per la realizzazione di una società dell’informazione aperta” ha detto Marco Ciurcina, presidente dell’Associazione per il Software Libero.

“Questo intergruppo dimostra che la consapevolezza dei Parlamentari Europei sui beni comuni digitali sta crescendo. Questo ci incoraggia a continuare a richiamare l’attenzione dei nostri rappresentanti grazie al Patto per il Software Libero” ha detto Benoît Sibaud, presidente di April. “Siamo più che mai intenzionati a supportare i Parlamentari Europei per aiutarli a far si che l’Unione Europea si apra alla rivoluzione digitale per il bene dei suoi cittadini”.

April e l’Associazione per il Software Libero invitano tutti i firmatari del Patto per il Software Libero, e più in generale tutti i Parlamentari Europei che vogliono supportare il Software Libero ed una società dell’informazione aperta ad unirsi a questo intergruppo.

BrunettaL’Associazione per il Software Libero pubblica una lettera aperta al Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, in merito al alcune sue posizioni assunte sulla stampa alcuni giorni addietro. E fa una generosa offerta…

” [...] Condividendo il Suo proposito di realizzare importanti risparmi per il sistema scolastico e per la Pubblica Amministrazione, ci impegniamo a mettere a Sua disposizione licenze software per tutti i docenti e gli studenti italiani: sistema operativo, suite di produttività e molti altri software liberi sono a Sua completa disposizione in via definitiva e gratuita.

Sappiamo che questo potrebbe già esserLe sufficiente per considerare con favore la nostra proposta, ma non basta. Ci sono infatti molte altre ragioni che portano a consigliare di adottare Software Libero nel sistema scolastico. Crediamo innanzi tutto che la Scuola Pubblica debba formare cittadini, non consumatori. Che essa abbia oggi il compito di diffondere la cultura digitale, non quello di promuovere l’utilizzo di specifici prodotti.

Il testo integrale sul sito dell’Associazione.

Dieci anni fa eravamo tutti in grande fermento, il mondo stava cambiando, la mia generazione era in quei meravigliosi venticinque anni (anno più anno meno) in cui tutto sembra possibile e si è certi che il mondo domani, se ci si impegna davvero, sarà migliore.

I ragazzi di questa storia ad esempio il mondo l’anno cambiato. Chi non è addentro alle cose del Software Libero forse non se n’è reso conto, ma quei ragazzi hanno dato una grossa spinta alla crescita e alla diffusione del Software Libero, con tutto quello che ne consegue. Poi come tutte le storie vere, qualcosa si poteva migliorare, forse poi si è presa una direzione discutibile, ma io credo che SourceForge in quegli anni sia stato una gran cosa.

SourceForge.netThese days, *forges come a dime a dozen, and finding a place to host a project is not nearly as daunting as it was in 1999. At that time, offering shell accounts, version control, bug trackers, mailing lists, a unified web front end, and web subdomains *for free* was unheard of. SourceForge.net was truly before its time.

Hats off to Tony, Uriah, Tim and Drew. You really changed the world.

La storia è  ”10 Years of SourceForge.net“.

Dal sito dell’Associazione per il Software Libero:

La scuola pubblica non deve rinunciare al suo compito: deve formare cittadini e non consumatori; deve diffondere la cultura digitale e non promuovere l’utilizzo di prodotti.

La diffusione della cultura digitale passa attraverso la promozione di strumenti e tecnologie liberi: solo in questo modo si attuano i principi ed i valori della nostra costituzione nella società dell’informazione e della conoscenza.

http://www.softwarelibero.it/software_libero_scuola