Qualcosa su di me...

Sono nato e ho sempre vissuto nell'operoso nordest, ma ho viaggiato molto, sia in Italia che all'estero, per lavoro e per svago. Mi occupo di software libero e di mare per passione e per lavoro. Man mano che invecchio la passione si sposta sempre più verso il mare. E il lavoro pure. Ho molte altre passioni e interessi, ma li tengo per me, mi piace avere una vita privata.

Questo sito...

Un po' home page alla vecchia maniera, un po' blog, un po' raccolta di foto, un po' un posto dove mettere cose per gli amici che sai che ti leggono. Non sono costante nell'aggiungere contenuti a questa cosa, ma scrivo solo quando mi sembra ne valga la pena. (Bugia: scrivo anche quando non ne vale la pena per niente).

Archive: softwarelibero

Pagati un decimo rispetto a Cambridge

Siamo finiti un’altra volta su l’Adige, anche questa volta con l’ultimo studio dell’Associazione, prodotto come sempre da Antonio Russo e altri soci.

Riporto l’articolo pubblicato a pagina 27 del numero del 19 Giugno, dato che domani pomeriggio non sarà più consultabile online. Faccio solo un’annotazione, per il resto il rettore Bassi non smentisce alcuno dei fatti documentati che noi citiamo.

Abbiamo invitato l’associazione a venire a Povo per vedere direttamente le carte; prima hanno detto di sì, poi hanno rinunciato, dicendo che l’incontro non rispondeva alla loro linea di comunicazione».

Non ci ha invitati il rettore, ma il prof. Priami direttore del Centro. L’invito era per discutere delle nostre analisi e visitare le loro strutture. Abbiamo cortesemente rifiutato scrivendo:

[...]l’Associazione per il Software Libero non ha nessun problema né con il Centro da Lei presieduto né con l’azienda Microsoft, la quale fa giustamente i propri interessi. I nostri interlocutori sono i rappresentanti politici che svolgono funzioni di governo, i quali a nostro avviso, non stano tutelando gli interessi delle aziende che lavorano con software libero e dei singoli cittadini. Usare risorse pubbliche per finanziare la ricerca svolta in un Centro targato Microsoft, andrà, anche indirettamente, a vantaggio della suddetta azienda.

[...]

Tuttavia, abbiamo una grande volontà di dialogare e di confrontarci anche con le autorità locali, per questo motivo Le propongo di organizzare un incontro assieme al rettore dell’Università degli Studio di Trento, professor Davide Bassi, e all’Assessore alla programmazione, ricerca e innovazione della provincia Autonoma di Trento, dott. Gianluca Salvatori.

Abbiamo quindi proposto di organizzare un incontro per discutere il fatto politico che ci troviamo davanti, e quindi alla presenza dell’Assessore Salvatori, oltre al direttore Priami e al Rettore Bassi.

Assessore Salvatori che tra l’altro nel suo blog da l’impressione di non aver letto i nostri documenti, altrimenti non direbbe che “diamo spazio alle presunzioni più che ai fatti

Nuove accuse dell’Associazione software libero. Il rettore Bassi smentisce: «Ci permette di essere competitivi»

«Pagati un decimo rispetto a Cambridge»

I ricercatori dipendenti del centro Microsoft di Povo

di MATTIA PELLI

L’Associazione per il software libero, che con un lungo articolo firmato da Antonio J. Russo apparso lo scorso 18 maggio aveva accusato il centro Microsoft di Povo di perseguire i fini commerciali del gigante statunitense a scapito dei contribuenti italiani, è tornata all’attacco. Con un nuovo articolo pubblicato sul sito internet dell’associazione (www. softwarelibero.it), Russo - ex dipendente della Provincia di Bolzano - precisa le accuse rivolte al centro Microsoft di Povo, grazie in particolare all’analisi del bilancio 2006.

Il primo dato che salta all’occhio riguarda il trattamento dei dipendenti del centro di Povo: il costo medio annuo per ogni dipendente del cugino Microsoft Research Limited in Gran Bretagna (attuale socio del centro Microsoft di Trento), è di 134.904 euro; in quello di Trento di 14.747 euro, ovvero poco più di un decimo. Se si guarda invece al salario degli amministratori, il rapporto si inverte: presso il centro di ricerca di Cambridge i loro compensi rappresentano il 2,36% del costo totale del personale; a Povo sono il 32,63%.

Difficile dunque sostenere che le risorse portate da Microsoft a Trento vanno per i salari dei ricercatori italiani, in modo da arginare il fenomeno della fuga dei cervelli. Secondo l’Associazione per il software libero, si tratterebbe piuttosto di un modo per ottenere una ricerca «low cost»: di qualità e a buon mercato.

Un’accusa che non sta in piedi secondo Davide Bassi, rettore dell’Università di Trento che partecipa all’avventura del Centro di ricerca Microsoft. Per smentire i dati dell’Associazione per il software libero, Bassi usa il buon senso: «Se veramente i salari fossero un decimo di quelli di Cambridge, da noi non verrebbe nessuno. L’inchiesta si basa su dati superficiali e parziali: il bilancio, per una struttura in crescita come la nostra non dice nulla.

Abbiamo invitato l’associazione a venire a Povo per vedere direttamente le carte; prima hanno detto di sì, poi hanno rinunciato, dicendo che l’incontro non rispondeva alla loro linea di comunicazione».

Per parte sua Antonio Russo spiega che le conclusioni alle quali l’Associazione per il software libero è giunta sono stati sottoposti per verifica a Vincenzo Zini, commercialista del collegio di Parma, un professionista indipendente.

Ma le critiche dell’associazione non sono finite: l’avventura di Povo rischierebbe, secondo Russo, a fronte di un impegno ingente di danaro pubblico, di andare a favore soltanto delle strategie commerciali del gigante del software Usa.

L’impegno finanziario previsto a Povo da parte di Microsoft Research Limited per il quinquennio 2005-2009 ammonta a due milioni di euro, a fronte dei quasi nove milioni di euro investiti dall’amministrazione pubblica (Provincia, Università, ministero dell’Università e della Ricerca, Università di Catanzaro).

«Viene dunque confermata - scrive il ricercatore - la tesi proposta dall’Associazione per il software libero: sono i contribuenti a sostenere la spesa più rilevante».

Il rettore Bassi rinvia al mittente anche questa accusa, e spiega che la presenza di Microsoft Research fa la differenza non tanto in proporzione ai capitali che investe a Trento, ma perché permette di aprire tante porte e di essere competitivi a livello europeo nelle gare per ottenere finanziamenti sulla ricerca.

Ma i ricercatori che difendono la causa del software libero sono tanto convinti delle loro ragioni che stanno valutando, con i legali dell’associazione, se presentare un esposto al garante europeo per la concorrenza, per denunciare quello che considerano un finanziamento pubblico indebito a una multinazionale, quella di Bill Gates.

«La pubblica amministrazione - conclude Russo - potrebbe sostenere da sola le attività di ricerca del centro di Trento, rilasciando i risultati della ricerca, sotto i termini di una licenza libera, senza brevetti e senza alcuna restrizione, ad autentico e pieno vantaggio della comunità scientifica».

E questo è un altro punto dolente denunciato dall’associazione: «I risultati delle ricerche prodotti dal centro in questione - si legge nell’articolo - non saranno liberamente disponibili, infatti esiste già il divieto all’uso per fini commerciali e nulla vieta che in futuro i risultati della ricerca vengano brevettati».

«Ci mancherebbe che non difendessimo i risultati della nostra ricerca - risponde Bassi - per poi magari ritrovarceli brevettati da una ditta cinese.

I risultati del centro di Povo sono pubblici, ma ne vietiamo l’uso commerciale, ed è possibile che in futuro ci siano dei brevetti, anche se non è quello che ci interessa di più. A noi preme la ricerca, non stiamo preparando Windows 2012».

Il Software Libero e i beni comuni

domani vado qui:

Milano - @ Cantiere, psa

un momento di dibattito informale e approfondimento su temi di attualità legati alla libera diffusione dei saperi e sul mondo del Software Libero.

Con:

arton12723 - Il Software Libero e i beni comuniUn quadro generale sul fronte di chi si batte per la libera circolazione dei saperi e chi invece si trincea in nome della tutela della “proprietà intellettuale” mettendo di fatto in discussione la libertà stessa di espressione e tentando di trasformare internet e le nuove tecnologie in un nuovo strumento di controllo sociale e repressione.

I nuovi sviluppi in ambito europeo con un occhio di riguardo alla situazione italiana, cosa sono i DRM e perché è importante opporsi alla loro diffusione, perchè la pratica del copyriot non è sufficiente ma è fondamentale l’uso e la diffusione del Software Libero per un mondo dove realmente gli strumenti informatici sono al servizio della collettività e non viceversa.

E ancora… GNU/Linux nella Pubblica Amministrazione, nelle scuole, negli enti, come risparmiare un sacco dei nostri soldi, avere sistemi più efficienti e vivere felici.

Il computer è mio e lo gestisco io

Appoggiate e sostenete tutti con entusiasmo la campagna

Il computer è mio e lo gestisco io

promossa dal Prof. Renzo Davoli per la liberalizzazione del software preinstallato sui PC.

Si tratta - citando il sito dell’iniziativa - di una proposta di liberalizzazione rivolta al Ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, e ai suoi collaboratori. Per sostenerla è stata lanciata anche una petizione, che vi invitiamo a firmare e da cui riportiamo questo estratto:

Occorre una legge che contenga le seguenti norme:

  1. Nella vendita di personal computer il prezzo dell’hardware deve essere riportato con voce distinta rispetto al prezzo della licenza d’uso del software eventualmente in dotazione.
  2. È consentito all’utente di rinunciare all’acquisto della licenza per il software e pagare solamente il prezzo dell’hardware.
  3. Il prezzo indicato per la licenza d’uso del software deve essere realistico. Più precisamente, dalla proposta: È consentito altresì a sole aziende che costruiscono o assemblano computer (non a privati) l’acquisizione della sola licenza d’uso al prezzo indicato per la licenza stessa in offerte pubbliche al più incrementato del 30% e per un numero minimo di 30 copie o comunque di 30 volte il quantitativo offerto se si tratta di offerte per la vendita congiunta di più elaboratori corredati di software.

L’Associazione invita tutti coloro che possono, a pubblicare sui loro siti web il banner per sostenere l’iniziativa che si trova su http://www.liberasw.org seguendo il link “Diffondi il verbo”

I soldi saranno pubblici e i risultati saranno pubblici

Ottima notizia dal Prof. Profumo, Rettore del Politecnico di Torino durante l’intervista congiunta con Stallman andata in onda in streaming su Internet.

Il Magnifico Rettore a proposito dell’accordo siglato con Microsoft sui “Centri di Innovazione” ha dichiarato:

«dato che i soldi saranno pubblici, anche i risultati saranno pubblici»

Che dire, noi dell’Associazione per il Software Libero siamo veramente felici di questa notizia. Il Rettore ha anche annunciato che ci incontreremo nel giro di poche settimane per discutere la cosa.

Stallman e Profumo live in streaming dal PoliTo

Richard Stallman e il Magnifico Rettore del Politecnico di Torino, prof. Profumo, a confronto. Li intervista Anna Masera, de La Stampa.

Live su internet all’indirizzo rtsp://live.polito.it/liveshm_en.sd (si vede bene con VLC)

Update: hanno già finito. Ora aspettiamo che mettano online la registrazione. Comunque non hanno detto nulla di interessante.

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