Sono nato e ho sempre vissuto nell'operoso nordest, ma ho viaggiato molto, sia in Italia che all'estero, per lavoro e per svago. Mi occupo di software libero e di mare per passione e per lavoro. Man mano che invecchio la passione si sposta sempre più verso il mare. E il lavoro pure. Ho molte altre passioni e interessi, ma li tengo per me, mi piace avere una vita privata.
Un po' home page alla vecchia maniera, un po' blog, un po' raccolta di foto, un po' un posto dove mettere cose per gli amici che sai che ti legono. Non sono costante nell'aggiungere contenuti a questa cosa, ma scrivo solo quando mi sembra ne valga la pena. (Bugia: scrivo anche quando non ne vale la pena per niente).
Eravamo da poco arrivati e stavo armando la macchina fotografica per documentare la serata che ci siamo accorti di un particolare fondamentale: mancava Ivan, il cantante.
Chiamando tutti gli amici l’abbiamo trovato in macchina con il Gianchi senza soldi nei cellulari e senza idea di dove si trovassero, persi nella campagna trevigiana (anzi, addirittura in quella veneziana!)
Fatti dire il nome di una via, raccomandati che non si muovano e parti a razzo in macchina per recuperarli sperando che il navigatore ti porti nel luogo esatto. Nel frattempo avevano appena iniziato a suonare i Souls, quindi avevamo meno di mezzora per trovare Ivan (che poi abbiamo individuato a 18 km dal locale, in una stradina sperduta), prelevarlo e consegnarlo direttamente sul palco. Ma ce l’abbiamo fatta. Complimenti alla riserva della mia macchina che ha retto 40km a pieni giri del motore, e alle gomme che ci hanno trattenuto miracolosamente in carreggiata in più occasioni.
Ho ancora la pelle d’oca, io che non ho suonato ma ho seguito ogni respiro dei miei amici Pornopilots, da quando ho prelevato Ivan a casa sua, fino alla fine del concerto di Elisa, passando per preparativi, interviste, tempi morti, riprese, sound check, foto, esibizione, interviste, ecc..
Io non avevo idea di cosa volesse dire vedere 10.000 (diecimila/00) persone con le braccia alzate da sopra un palco. Beh, ora lo so cosa vuol dire: pelle d’oca. E ancora mi viene se ci penso.
Non ho potutto fare grandi foto dell’esibizione, ma quelle che ho fatto sono qui.
Peccato che nessuno abbia avuto la grazia di riprendere l’esibizione: io avevo la videocamera pronta, carica e con una cassetta bella pulita. Ma niente.