Partir, c’est mourir un peu

Partire è un po’ morire, sosteneva Edmond Haraucourt. Lui parlava di sentimenti, io invece non fosse stato per qualche aiuto di sicuro non ce l’avrei fatta.

Ho dovuto svuotare casa, impacchettare tutto, trovare un posto dove mettere i pacchi, tenere qualcosa da mettere in valigia, cercare di non dimenticare nulla, pulire tutto, dormire, partire. Ah, ho dovuto pure svuotare lo studio, farlo dipingere e riconsegnare le chiavi. L’unico elemento sacrificabile della lista è “dormire”, e infatti.

Fortunatamente ho degli amici meravigliosi e molto più realisti di me, che credevo ce l’avrei fatta tranquillamente da solo. Partiamo da Mara: unica, santa, infaticabile, inarrestabile, meravigliosa. Mara che è venuta il fine settimana prima della partenza a darmi una mano a liberare il negozio, poi a liberare casa. Poi la sera prima di partire fino alle 3 ad aiutarmi a finire di liberare casa e a fare finalmente la valigia.

Con lei Enrico, che ci ha raggiunti per liberare casa e si è portato via – santo uomo – il tavolo da lavoro e la scrivania antica. E poi senza il suo furgone saremmo ancora lì.

Eva che in un momento di totale sconforto durante il quale non sapevo dove mettere tutta la mia roba, mi ha detto: che problema c’è? mettila qui da me, il piano di sopra è libero! E le scale che non si è fatta per darmi una mano!

E Raffaella, che per fortuna ha insistito la sera prima della partenza a venire a darmi una mano “così finisci prima” e mi ha piegato tutti i vestiti da mettere in valigia

Per fortuna ho trovato il tempo a più riprese di incontrare gli amici e salutarli, compreso Gabri, che non vedevo da troppo, troppo tempo. E Robie, che ci siamo sempre visti troppo poco. E Lorena, che in questo periodo non ha smesso di ricordarmi che le mancherò. E mio fratello, la mia splendida cognata e quel furfante di mio nipote, che senza di loro non so nemmeno dove sarei. Non sono sicuramente riuscito a salutarli tutti, ma almeno i più stretti credo di averli abbracciati, ringraziati e salutati diverse volte.

Però non è mai abbastanza

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