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Quest’anno lo vince un duo: Ernesto Assante e Gino Castaldo

Ancora, sì. Ne parleremo per settimane, tanto vale sfogarsi subito.

All media in the iTunes store (with the one exception of music) is wrapped in Apple’s DRM. That means films, TV shows, movies and audiobooks are locked to Apple’s platform, taking away your right to share.
Defective by design
Fra sei mesi ce l’avremo tutti
Massimo Mantellini
To me this looks like Apple finally pushing away to the oh-so-old desktop metaphor, the mouse, the windows, the folders and all that.

L’altro giorno ho preso in mano un telefono cellulare “vecchio stile” (un modello molto recente invero) e ho fatto una tremenda fatica a trovare la rubrica, salvare un numero in rubrica, modificarlo… poi ho preso in mano il mio iPhone e ho trovato tutto così naturale! E così è stata la prima volta che l’ho preso in mano,  non ho dovuto abituarmi al nuovo e disabituarmi al vecchio. Si è trattato veramente di qualcosa di nuovo ed estremamente ben concepito, l’iPhone ha fatto un notevole passo avanti in questo senso, non è un caso che Apple ne abbia venduti una quantità impressionante. Certo, per quelli che “a me serve solo un telefono che chiami e al limite scriva i messaggi” non serve, perché è molto di più. iPhone non è stato il primo ad esserlo, ma dopo anni di tentativi imbarazzanti e infruttuosi da parte degli altri, Apple ha mostrato la strada. Pur con i suoi tremendi limiti, ma ne parleremo poi.

Poi arriva iPod, nel frattempo tutti hanno provato a inventarsi qualche nuovo tipo di computer: netbook (asus eeepc e tutti gli altri), portatili più piccini (come il mio sony vaio p), portatili più potenti con la batteria che dura una vita con dentro tutto dal 3G al GPS, Amazon ha virato decisa verso gli ebook reader con il kindle, altri hanno cercato di esplorare altre strade coraggiose come i MID, gli  Internet tablet come Nokia con i suoi N770, N800, N900.  I primi hanno continuato a usare sistemi operativi tradizionali, gli ultimi hanno esplorato la strada di sistemi operataivi specializzati basati su Windows o Linux: Maemo, Ubuntu Netbook Remix, quella cosa immonda che montavano i primi eeepc, Android, e via di questo passo. Ma il problema è che tutti questi cosi rimangono più o meno dei computer come noi gia li conosciamo, rimangono più o meno la stessa cosa cui siamo abituati da ormai vent’anni. Certi più, certi meno (ok, ad esempio maemo ed Android meno).

iPad no. Con il nuovo gingillo Apple ha pensato bene di prendere tutte queste esperienze, metterle insieme e regalarci (beh, visti i prezzi non è proprio un regalo) una nuovissima “user experience”. E questo l’ha ottenuto mettendo insieme tanta tecnologia in una forma straordinariamente comoda: tutto schermo, come l’iPhone. L’ha ottenuto collegando il gingillo a tutto quel che ci serve: wireless, 3G, GPS. Ha creato da zero prima sull’iPhone e ora perfezionato sulla tavolozza una interfaccia nuova, incredibilmente naturale.

Ma non è un computer, non in senso classico almeno. Non ci installerai quello che vuoi, non ci aggiungerai hardware di terze parte, non ci svilupperai software liberamenteFarai quello che ti permette di fare Apple. Che poi loro sono molto bravi a darti non tutto ma tanto, a venderti cose bellissime, a regalartene anche tante.  Sono bravissimi a capire le tue esigente e a soddisfarle. Sono bravissimi a suggerirti le tue esigenze: sono già soddisfatte. E questo – parliamoci chiaro – potrebbe pure andare bene, soddisfare molti clienti, vendere una cifra imbarazzante di nuovi cosi, e far fatturare tantissimo ad Apple. È così che funziona. In fin dei conti l’iPad è un gateway: una porta di ingresso ai servizi di Apple e di chi vorrà Apple.

Ma l’innovazione spesso funziona in questo modo: qualcuno innova, a volte rivoluziona, gli altri rimangono indietro. A meno che qualcuno sia così intelligente da riconoscere con umiltà la superiorità di Apple e capire in quale nuova direzione muoversi, magari riuscendo a innovare e allo stesso tempo non imponendo quel cordone ombelicale che impone Apple, che riempie di gioia le sue tasche, ci dà dei bellissimi gingilli con i quali giocare, lavorare e vivere meglio, ma strangola la nostra libertà.